“ILARIA”, il cortometraggio di Crisalide: la violenza che si impara e la cura che rimette in cammino
Proiezioni pubbliche del corto “ILARIA” (regia Gioele Rigamonti), nato da un’idea di Associazione Crisalide APS con il contributo della Fondazione Un Raggio di Luce ETS e il supporto di Red Raven e Blade Runner. Prima nazionale a Pescia, poi Pistoia e Roma, con dibattiti su trauma, dovere di segnalazione e percorsi di cura.
Un primo piano di una bambina, lo sguardo sospeso tra paura e possibilità. “ILARIA” è il cortometraggio ideato da Associazione Crisalide APS per portare fuori dalle stanze di terapia il tema dei traumi in età evolutiva: maltrattamento, abuso, violenza assistita. La regia di Gioele Rigamonti sceglie un racconto essenziale e rispettoso per mostrare come le botte si imparano — ricevute da figli, restituite da adulti — e come la cura possa interrompere questa trasmissione, rimettendo in sicurezza la crescita.
Il progetto nasce in collaborazione con Red Raven e Blade Runner ed è stato reso possibile dal contributo della Fondazione Un Raggio di Luce ETS. L’obiettivo non è solo sensibilizzare, ma aprire conversazioni competenti su ciò che serve davvero: segnalazioni responsabili, supporto ai genitori con competenze genitoriali fragili, percorsi clinici che sappiano ascoltare, nominare il dolore ed elaborarlo, prevenendo ricadute psicologiche e comportamenti deviantinell’adolescenza e nell’età adulta.
Il film ha avviato un piccolo circuito di proiezioni pubbliche con confronto finale tra pubblico ed esperti. La prima nazionale si è tenuta a Pescia (Fondazione POMA Liberatutti ETS, 23 novembre, ore 18.00). A seguire, appuntamento a Pistoia (Cinema Roma, 13 dicembre, ore 19.15) e una terza tappa a Roma. In sala, oltre al regista, sono intervenuti rappresentanti della Fondazione Un Raggio di Luce ETS (il Presidente Paolo Carrara e la Vicepresidente Maria Bassi) e l’équipe di Crisalide (Lisa Petruzzi, Presidente; Silvia Grassitelli, Vicepresidente; Rosarina Ventura Costa, psicoterapeuta), per approfondire meccanismi del trauma e possibilità di cura specialistica.
Dalle discussioni è emersa una linea comune: la violenza domestica non è un “fatto privato”, riguarda la comunità e chiama in causa scuola, servizi, vicinato, ciascuno per la propria parte. “ILARIA” diventa così un ponte tra narrazione e intervento: un invito a guardare, a non voltarsi, a sostenere percorsi clinici di secondo livello che diano ai bambini e ai ragazzi la chance di una storia diversa.

